Teddy Girls: storia e stile delle ragazze ribelli degli anni ’50

teddy girls britanniche

Quando pensiamo alla moda femminile degli anni Cinquanta vengono subito in mente gonne ampie, vitini stretti, abiti bon ton e un’immagine della donna molto elegante e femminile, ma non tutte le ragazze si vestivano così. E oggi vi voglio raccontare delle Teddy Girls.

Nelle strade della Gran Bretagna del dopoguerra c’erano giovani donne che indossavano giacche sartoriali, pantaloni con il risvolto, camicie, scarpe basse, foulard e perfino cravattine. Erano le Teddy Girls, una delle prime sottoculture giovanili femminili britanniche e una delle pagine più interessanti della storia della moda.

Il loro stile non nasceva sulle passerelle, nasceva per strada ed era soprattutto un modo per dire: questa sono io e mi vesto come voglio.

Chi erano le Teddy Girls

Le Teddy Girls erano giovani ragazze britanniche degli anni Cinquanta legate alla sottocultura dei Teddy Boys. Venivano chiamate anche Judies ed erano soprattutto ragazze della classe lavoratrice, molte delle quali vivevano nei quartieri popolari di Londra.

Spesso lasciavano la scuola molto giovani per andare a lavorare in fabbrica oppure in ufficio e utilizzavano parte del proprio denaro per acquistare, modificare o realizzare gli abiti con cui costruivano il loro stile. Questa è una cosa che trovo particolarmente interessante.

Non stiamo infatti parlando di donne dell’alta società che potevano semplicemente ordinare l’abito del momento in una boutique elegante. Erano ragazze che si costruivano il proprio look. Una di loro, ricordando quegli anni, lo spiegò con una frase semplicissima: “Era la nostra moda e ce la siamo inventata.”

Ed è probabilmente la definizione migliore dello stile Teddy Girl.

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Perché si chiamavano Teddy Girls

Il termine Teddy deriva da Edwardian, cioè edoardiano, non dall’orsacchiotto, come si potrebbe pensare. Può sembrare strano che dei ragazzi degli anni Cinquanta volessero vestirsi prendendo ispirazione dall’epoca di Edoardo VII, quindi dall’inizio del Novecento, ma è esattamente ciò che accadde.

Nel dopoguerra alcuni sarti e designer britannici avevano recuperato elementi dell’abbigliamento maschile edoardiano: giacche lunghe, colletti in velluto, pantaloni stretti e dettagli molto ricercati e i giovani della working class presero quello stile elegante e lo trasformarono completamente, mescolandolo con la nuova cultura giovanile e con l’influenza del rock and roll americano.

Nascevano così i Teddy Boys e accanto a loro c’erano le Teddy Girls.

Teddy Girls e Teddy Boys

Le ragazze appartenevano allo stesso ambiente culturale e prendevano molti elementi dal guardaroba dei Teddy Boys, ma non si limitavano a copiarlo. Lo trasformavano.

Il London Museum descrive le Teddy Girls con giacche da completo abbinate a jeans con risvolto, pantaloni stretti oppure gonne a matita, scarpe basse, sottili cravatte a nastro e talvolta perfino il tipico ciuffo dei Teddy Boys.

Ed è proprio questa mescolanza a rendere il loro stile così moderno. Un capo molto maschile poteva convivere con una gonna aderente così come una giacca strutturata poteva essere portata con una borsa elegante. I jeans potevano essere accompagnati da una camicetta ricamata. Non esisteva un’uniforme perfetta. Esisteva uno stile riconoscibile.

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Come si vestivano le Teddy Girls

Se volessi ricreare oggi un autentico look Teddy Girl, la prima cosa da cercare sarebbe una giacca. Le giacche erano spesso lunghe e sartoriali, talvolta con colletto in velluto, chiaramente ispirate all’abbigliamento maschile. Sotto potevano comparire camicie e bluse, mentre nella parte inferiore c’erano sia pantaloni sia gonne.

Le fotografie e le testimonianze dell’epoca mostrano:

Alcune ragazze mescolavano inoltre denim americano, giacche prese in prestito dai fratelli, foulard e ballerine; altre indossavano giacche monopetto con colletto di velluto insieme a spille cameo, cappelli e lunghe pochette.

A guardarle oggi, molte di queste combinazioni non sembrano affatto vecchie ed è forse la cosa più sorprendente.

Il loro stile non era semplicemente maschile

Le Teddy Girls prendevano dal guardaroba dell’uomo ciò che a loro interessava/piaceva e lo inserivano in un modo di vestire completamente personale. È un concetto che oggi ci sembra normalissimo.

Metti un blazer maschile sopra una T-shirt, abbini un pantalone sartoriale a una décolleté oppure indossi una camicia oversize con una gonna. Nessuno pensa che tu stia cercando di vestirti da uomo. Negli anni Cinquanta, però, i confini erano decisamente più rigidi.

Ed è proprio per questo che quelle ragazze attiravano l’attenzione.

Perché le Teddy Girls erano così diverse dalla moda degli anni ’50

Per capire davvero quanto fossero particolari dobbiamo guardare cosa stava succedendo contemporaneamente nella moda femminile. Nel 1947 Christian Dior aveva presentato il suo celebre New Look: vita strettissima, busto valorizzato e gonne molto ampie.

Era il ritorno a una femminilità estremamente costruita dopo gli anni difficili della guerra. Il V&A descrive proprio il New Look come una reazione alle silhouette più maschili degli anni bellici.

Ora immagina, accanto a quella donna con gonna voluminosa e vita da vespa, una ragazza con jeans con il risvolto, giacca maschile e scarpe basse.

Capisci immediatamente perché si facesse notare. Le Teddy Girls rappresentavano praticamente l’altra faccia degli anni Cinquanta.

Una moda nata anche dalla working class

Questa parte della loro storia mi piace perché ci ricorda una cosa importante: la moda non nasce sempre dall’alto. Non sono soltanto gli stilisti a decidere come ci vestiremo, a volte succede esattamente il contrario.

Le Teddy Girls provenivano in gran parte dalla working class britannica e utilizzavano l’abbigliamento per creare un’identità precisa. Alcune compravano i vestiti, altre li adattavano o li realizzavano da sole. Prendevano quindi un’estetica che aveva origini nell’abbigliamento delle classi più elevate e se ne appropriavano.

Il risultato non era più aristocratico. Era giovane, urbano e ribelle.

Le Teddy Girls erano ribelli

La stampa dell’epoca tendeva spesso ad associare il mondo Teddy alla delinquenza giovanile e agli episodi di violenza, alla ribellione. In realtà, come ricorda il London Museum, il movimento aveva certamente uno spirito ribelle, ma la maggior parte dei Teddy non era criminale. L’immagine pericolosa venne amplificata anche dal panico morale che accompagnò molte sottoculture giovanili successive.

Per le Teddy Girls la ribellione era spesso molto più semplice e consisteva nel vestirsi diversamente, passare il tempo con il proprio gruppo, occupare gli spazi pubblici, non voler assomigliare necessariamente all’immagine di ragazza che la società si aspettava.

E negli anni Cinquanta poteva già essere parecchio.

Erano femministe

Guardandole oggi è facilissimo leggere il loro stile come un gesto femminista: ragazze che indossano abiti maschili, rivendicano autonomia e rifiutano un ideale tradizionale di femminilità, ma non possiamo automaticamente attribuire a tutte loro una consapevolezza o un’identità politica che magari non avevano.

Possiamo però dire che il loro modo di vestirsi metteva in discussione alcuni codici di genere dell’epoca. Probabilmente non pensavano affatto: “Sto cambiando la storia della moda”, probabilmente volevano soltanto vestirsi nel modo che sentivano più loro. Molte rivoluzioni di stile cominciano esattamente così.

teddy girls britanniche foto di Ken Russell

Ken Russell e le fotografie delle Teddy Girls

Se oggi conosciamo il loro aspetto, gran parte del merito va a un giovane fotografo che in seguito sarebbe diventato un celebre regista e sceneggiatore britannico: Ken Russell. Nel 1955 Russell fotografò alcune Teddy Girls nei quartieri londinesi di Notting Dale, Canning Town e dell’East End.

Parte della serie venne pubblicata su Picture Post nel giugno dello stesso anno. Le immagini sono straordinarie perché non sembrano fotografie di moda costruite in uno studio. Le ragazze compaiono per strada, vicino a edifici ancora segnati dai bombardamenti, nei quartieri popolari della Londra del dopoguerra.

Erano giovani. A volte sembravano delle dure, altre semplicemente divertite e soprattutto erano incredibilmente sicure nei propri vestiti. Russell ricordò anni dopo che, mentre si parlava molto dei Teddy Boys, quasi nessuno prestava attenzione alle Teddy Girls.

Le foto delle Teddy Girls furono dimenticate

Quelle fotografie rimasero praticamente dimenticate per decenni. I negativi furono ritrovati negli archivi dell’agenzia fotografica TopFoto nel 2005, circa cinquant’anni dopo essere stati realizzati e da quel momento le Teddy Girls hanno cominciato a ricevere molta più attenzione.

Per decenni abbiamo conosciuto benissimo l’immagine del Teddy Boy, mentre le ragazze che facevano parte della stessa cultura sono rimaste quasi invisibili. Anche la storia della moda, evidentemente, può dimenticarsi delle donne. Peccato.

Chi erano le ragazze fotografate da Ken Russell

Nelle fotografie troviamo ragazze vere come Iris Thornton, Pat Wiles, Rose ed Elsie Hendon, Mary Toovey e Jean Rayner. Alcune avevano soltanto diciassette o diciotto anni. È anche questo che rende quelle immagini tanto potenti. Non stavano interpretando un trend deciso da qualcun altro.Quello era davvero il loro modo di vestirsi.

Una delle ragazze fotografate, Mary Toovey, anni dopo sintetizzò gli elementi essenziali dello stile Teddy Girl in modo molto semplice: jeans con risvolto, un cappotto e qualcosa legato attorno al collo. Niente guardaroba infinito, niente quantità industriale di accessori.

Eppure bastava guardarle per capire immediatamente a quale gruppo appartenevano.

Teddy Girls e nascita della moda giovanile

Oggi siamo abituate a pensare che adolescenti e ventenni abbiano una propria moda (in realtà molti si vestono praticamente uguali seguendo le tendenze). Negli anni Cinquanta non era così scontato.

Il V&A ricorda che proprio tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta iniziò ad affermarsi una vera moda pensata per i giovani, accompagnata da una maggiore disponibilità economica e dal desiderio di esprimere una propria identità distinta da quella degli adulti.

Le sottoculture come quella Teddy anticiparono questo cambiamento. I vestiti non servivano più soltanto a essere eleganti. Servivano anche a dire chi eri, che musica ascoltavi, con chi uscivi e a quale gruppo sentivi di appartenere. Da lì arriveranno Mods, Rockers, hippie, punk e tantissime altre sottoculture.

Cosa resta oggi dello stile Teddy Girl

Molto più di quanto potresti pensare, prendi alcuni dei capi che indossiamo continuamente: blazer oversize, pantaloni sartoriali, jeans con il risvolto, mocassini, camicie maschili, gilet, cravatte, gonne a matita e cappotti strutturati.

Sembrano elementi assolutamente normali di un guardaroba femminile contemporaneo ed è proprio questo il punto. Oggi possiamo prendere tranquillamente un capo dal guardaroba maschile e farlo nostro senza doverci giustificare. Le Teddy Girls lo facevano quando questa libertà era molto meno scontata.

Come creare oggi un look Teddy Girl

Non ti suggerirei naturalmente di trasformarti in una perfetta ricostruzione degli anni Cinquanta, a meno che tu non ami particolarmente lo stile vintage. Molto più interessante è prendere l’idea delle Teddy Girls e portarla nel guardaroba contemporaneo.

Puoi partire da un blazer leggermente lungo e abbinarlo a jeans dritti con il fondo risvoltato e sotto metti una camicia bianca. Aggiungi mocassini oppure ballerine e al collo un piccolo foulard.

Hai già recuperato gran parte dell’estetica Teddy Girl senza sembrare uscita da una fotografia del 1955.

Un look Teddy Girl più elegante

Se preferisci qualcosa di meno casual, scegli un pantalone sartoriale stretto o diritto, una camicia e una giacca strutturata a cui puoi aggiungere una cravatta molto sottile oppure un nastro al collo. Poi rendi tutto più femminile con una borsa elegante o un paio di décolleté.

È esattamente quel contrasto tra maschile e femminile che rende interessante questo stile.

Se preferisci la gonna

Le Teddy Girls indossavano gonne a matita, quindi puoi abbinarne una a una giacca leggermente maschile, a una camicia e a scarpe basse.

Il segreto sta nel non rendere tutto troppo perfetto. Lo stile Teddy Girl aveva carattere proprio perché sembrava personale. Non era una divisa costruita da uno stylist.

Perché vale la pena ricordare le Teddy Girls

Perché raccontano una parte della storia della moda femminile che rischia facilmente di essere oscurata dalle grandi maison e dalle icone più famose. Negli stessi anni in cui Dior proponeva silhouette elegantissime sulle passerelle parigine, alcune ragazze della periferia londinese costruivano una moda completamente diversa.

Nessuno pensava che quelle giacche prese in prestito, quei jeans arrotolati e quei foulard sarebbero diventati materiale da studiare decenni dopo. Eppure è successo.

Perché la storia della moda non viene scritta soltanto dagli stilisti.

A volte la scrive una ragazza di diciassette anni che prende una giacca, la indossa come piace a lei ed esce di casa senza preoccuparsi troppo di quello che penseranno gli altri. Le Teddy Girls, in fondo, hanno fatto proprio questo.

E forse è anche per questo che, settant’anni dopo, il loro stile continua a sembrarci così incredibilmente moderno.

foto dalla rete

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Marina Galatioto – Joy of Fashion

Marina Galatioto è scrittrice, autrice e ideatrice di Joy of Fashion, progetto editoriale dedicato alla moda, allo stile personale e alla libertà di interpretare le tendenze secondo la propria personalità.

Su Joy of Fashion scrive di moda, stile, colori, accessori, moda curvy, tendenze e cultura fashion, con un principio alla base di ogni articolo: la moda passa, lo stile resta.

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